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La scuola di Mannheim

Musicalmente uno dei miracoli di XVIII secolo. Fu a Mannheim, piccola città tedesca, che nacque il prototipo di tutte le orchestre moderne; dove la nuova concezione della musica come “dialogo elegante tra persone colte” (Voltaire) trovò la sua definitiva espressione. Equilibrio tra archi e legni, perfetta padronanza delle dinamiche, apporto di strumenti a fiato che arricchirono la tavolozza dei suoni: queste le qualità che fecero dell’orchestra di Mannheim il luogo di elezione e rivoluzione stilistica, su cui si impergnerà, successivamente, l’opera di geni quli Mozart, Haydn, Beethoven. Il grande clavicembalista Schubart disse: “nessuna orchestra ha finora fatto ciò che bha saputo fare uqella di Mannheim: il suo forte è il tuono, il suo crescendo una cascata, il diminuendo un lontano gorglio di cristalli fluenti, il piano un alito di vento di primavera”.



Stamitz, Schwindel e C. Ph. E. Bach, i tre autori dei concerti presenti nel Cd, furono i principali rappresentanti di questa scuola: feconda e terminante per la musica.

Carl Stamitz (1717-1757) - Concerto n°3 in re magg.
Carl StamitzStamitz rappresenta uno dei punti centrali dell’opera di Mannheim. Adottò innovazioni uniche e basilari all'interno della scuola poi riutilizzate come base concertistica europea. Il tema del concerto è preceduto da una battuta "In Levare", una specie di respiro prima del canto (Burney) che serve a dare slancio e tensione alla frase successiva, creando un'asimmetria ritmica. La melodia, invece con la sua progressione a semifrasi di quattro battute, è tipica di quel battito regolare del cuore (Einstein) cui si conforma naturalisticamente la scuola di Mannheim.


Friedrich Schwindel (1737-1786) - Conc. in re magg. per Flauto e Orch.
Carl StamitzLa figura appartata di Schwindel è quella di un virtuoso itinerante, polistrumentista. L'opera è talmente permeata di sviluppi ornamentali, frasi ribattute, varianti melodiche, da parere il quasi certo frutto di un'improvvisazione. Il tema è ridotto a una cellula ritmica, da cui si dipana una serie di melodie in tre parti, in cui la sezione centrale è sempre la più animata. Si tratta di una tipica strutturazione a terrazze che svela in Schwindel un compositore ancora attardato nel Concerto Grosso barocco.


C. Ph. E. Bach (1714-1788) - Conc. n°3 in re min. per Flauto ed Orch.
Carl StamitzRitenuto il più bravo clavicembalista della sua generazione, detto il Bach di Berlino, è ricordato per l'importanza della qualità espressiva delle sue composizioni come manifestazione dei suoi turbamenti e sentimenti più nascosti. L'emotività musicale è nella sua opera, e in quella di molti suoi seguaci, un connubio di effervescenza espressiva e impeto di passioni così incisive da riuscire a scardinare regole e costruzioni del passato. Emanuel Bach nel suo concerto per flauto e orchestra, riproponeun'idea passata di suite barocca che riporta l'autore alla scuola tedesca a all'amore per il gioco ritmico della danza, retaggio degli insegnamenti del padre.



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